&&&&&&&&&Apri Tabellino Friborgo – Lugano
FRIBORGO – Quando si pensava che il Lugano avesse imboccato la strada giusta e si fosse lasciato alle spalle certi pesanti passaggi a vuoto, trovando continuità non tanto o solamente nei risultati ma anche nelle prestazioni, ecco che Thürkauf e compagni vanno di nuovo a sbattere contro un muro.
Certo, non è uno scandalo perdere in ventiquattro ore dai vice e dai campioni svizzeri in carica, ancor meno se si contano alcune pesanti assenze tra le fila, ma c’è modo e modo di perdere e quello scelto da parte del Lugano tra Davos e Gottéron è da studiare sui libri di psicologia sportiva.
Quella messa in piedi dalla squadra di Tomas Mitell alla BCF Arena inizialmente era la classica partita da trasferta a ranghi rimescolati – per l’assente Müller è rientrato Guebey – ossia prudente, accorta e con l’obiettivo di sfruttare al massimo le occasioni da rete contro una squadra riposata dal turno precedente e al gran completo. Luca Fazzini ha preso alla lettera le direttive con un gol di sua tipica fattura che si spera(va) possa toglierlo dal momento difficile e fino a un minuto da metà partita tutto sembrava andare abbastanza in linea con i piani.
(PostFinance/KEYSTONE/Til Buergy)
E qui sorgono ancora i dubbi sulle capacità decisionali di alcuni giocatori presi dalla foga, perché se i cinque minuti inflitti a Kupari possono essere discussi, lo è di meno il terribile tempismo di un fallo inutile e per di più in attacco nel miglior momento degli ospiti. Non paghi dopo aver incassato due reti in venti secondi, a peggiorare le cose ci si mette Alatalo (non nuovo a queste cose in stagione) a complicare la situazione.
Risultato: il fragilissimo box del Lugano subisce due reti in quattro contro cinque in meno di un minuto sui cinque di penalità diKupari, il terzo in tre contro cinque e il quarto al rientro di Alatalo di nuovo in quattro uomini. Totale: quattro reti in 2’14 in ogni situazione di inferiorità numerica assegnata, per il Friborgo la perfezione assoluta, per il box play bianconero un disastro assoluto.
Con due pessime decisioni e un gioco in inferiorità numerica a dir poco di cristallo, Thürkauf e compagni hanno gettato al vento ogni possibilità di fare risultato nel giro di poco più di due minuti.
Inutile o quasi raccontare di un terzo tempo accademico del Friborgo, semplice appendice che ha mostrato ancora l’indisciplina dei bianconeri arrivati a sei penalità in otto minuti, con una partita ormai chiusa con il 5-1 di Borgström che assieme al 6-1 di Johnson non ha fatto altro che far assumere contorni umilianti per Schlegel – al quale non possono essere mosse colpe particolari – e il resto della squadra.
(PostFinance/KEYSTONE/Til Buergy)
Con un turno ormai alle spalle è ora che il Lugano decida cosa vuole essere, quei blackout che sembravano spariti sono ricomparsi di colpo e l’indisciplina di tanti giocatori, anche di alcuni leader, è sintomo di una foga poco salutare come nel caso di
FRIBORGO – Quando si pensava che il Lugano avesse imboccato la strada giusta e si fosse lasciato alle spalle certi pesanti passaggi a vuoto, trovando continuità non tanto o solamente nei risultati ma anche nelle prestazioni, ecco che Thürkauf e compagni vanno di nuovo a sbattere contro un muro.
Certo, non è uno scandalo perdere in ventiquattro ore dai vice e dai campioni svizzeri in carica, ancor meno se si contano alcune pesanti assenze tra le fila, ma c’è modo e modo di perdere e quello scelto da parte del Lugano tra Davos e Gottéron è da studiare sui libri di psicologia sportiva.
Quella messa in piedi dalla squadra di Tomas Mitell alla BCF Arena inizialmente era la classica partita da trasferta a ranghi rimescolati – per l’assente Müller è rientrato Guebey – ossia prudente, accorta e con l’obiettivo di sfruttare al massimo le occasioni da rete contro una squadra riposata dal turno precedente e al gran completo. Luca Fazzini ha preso alla lettera le direttive con un gol di sua tipica fattura che si spera(va) possa toglierlo dal momento difficile e fino a un minuto da metà partita tutto sembrava andare abbastanza in linea con i piani.
(PostFinance/KEYSTONE/Til Buergy)
E qui sorgono ancora i dubbi sulle capacità decisionali di alcuni giocatori presi dalla foga, perché se i cinque minuti inflitti a Kupari possono essere discussi, lo è di meno il terribile tempismo di un fallo inutile e per di più in attacco nel miglior momento degli ospiti. Non paghi dopo aver incassato due reti in venti secondi, a peggiorare le cose ci si mette Alatalo (non nuovo a queste cose in stagione) a complicare la situazione.
Risultato: il fragilissimo box del Lugano subisce due reti in quattro contro cinque in meno di un minuto sui cinque di penalità diKupari, il terzo in tre contro cinque e il quarto al rientro di Alatalo di nuovo in quattro uomini. Totale: quattro reti in 2’14 in ogni situazione di inferiorità numerica assegnata, per il Friborgo la perfezione assoluta, per il box play bianconero un disastro assoluto.
Con due pessime decisioni e un gioco in inferiorità numerica a dir poco di cristallo, Thürkauf e compagni hanno gettato al vento ogni possibilità di fare risultato nel giro di poco più di due minuti.
Inutile o quasi raccontare di un terzo tempo accademico del Friborgo, semplice appendice che ha mostrato ancora l’indisciplina dei bianconeri arrivati a sei penalità in otto minuti, con una partita ormai chiusa con il 5-1 di Borgström che assieme al 6-1 di Johnson non ha fatto altro che far assumere contorni umilianti per Schlegel – al quale non possono essere mosse colpe particolari – e il resto della squadra.
(PostFinance/KEYSTONE/Til Buergy)
Con un turno ormai alle spalle è ora che il Lugano decida cosa vuole essere, quei blackout che sembravano spariti sono ricomparsi di colpo e l’indisciplina di tanti giocatori, anche di alcuni leader, è sintomo di una foga poco salutare come nel caso di
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